mercoledì 23 febbraio 2011

I GRUPPI SANGUIGNI

I GRUPPI SANGUIGNI
               Nel 1900 Landsteiner scoprì che può esistere una incompatibilità tra il sangue di due individui. Gli studi del fenomeno hanno dimostrato che l'agglutinazione è dovuta a una reazione del tipo antigene-anticorpo tra due sostanze, una alla superficie dei globuli rossi (l'antigene), l'altra nel plasma, che costituisce l'anticorpo ed è una proteina. L'antigene dei globuli rossi agisce come agglutinogeno, l'anticorpo del siero è l'agglutinina. Nel sangue umano esistono due diversi antigeni, che si indicano con le lettere A e B, ai quali corrispondono rispettivamente le due agglutine (gli anticorpi) a e  b. Si ha agglutinazione dei globuli rossi soltanto per reazione tra l'antigene e l'anticorpo corrispondente, cioè A con a e B con b.Ciò non può verificarsi in uno stesso individuo e si hanno infatti le seguenti quattro combinazioni che corrispondono ai quattro gruppi sanguigni: gruppo A: antigene A e agglutinina b; gruppo B: antigene B e aglutinina a; gruppo AB: antigeni  A  e  B, con nessuna agglutinina; gruppo 0: nessuno antigene e agglutinine a b. Nelle trasfusioni di sangue occorre perciò tenere conto del gruppo sanguigno sia del donatore che dell'individuo che riceve il sangue, per evitare che si verifichino agglutinazioni degli eritrociti trasfusi. Inoltre è sempre possibile trasfusioni tra individui dello stesso gruppo; il gruppo 0 sono donatori universali, perché i loro eritrociti sono privi di antigeni e perciò non agglutinabili; gli individui di gruppo AB non possono dare sangue ad altri gruppi perché i loro globuli rossi, provvisti di entrambi gli antigeni sono sempre agglutinabili in altri sangue in cui sono presenti le agglutinine, possono invece ricevere sangue da tutti, non possedendo nel siero alcuna agglutinina, sono cioè recettori universali. Si è dimostrato che i gruppi sanguigni sono sotto il controllo di tre geni alleli che si indicano IA   , IB , i : si tratta di allelomorfismo multiplo. Un gene può presentarsi in due forme alleliche, tra le quali si stabilisce una relazione di dominanza più o meno completa di una sull'altra. Il caso tipico è quello della coppia allelica che presenta netta dominanza di un allele sull'altro e che possiamo indicare con Aa. Se in un corredo diploide è presente due volte lo stesso allele, abbiamo la coppia omozigote dominante AA oppure la recessiva aa. Ma esistono geni che presentano più di due alleli dei quali, però, sono presenti in diploidia soltanto due localizzati su due cromosomi omologhi. Questo fenomeno di più forme alleliche di un gene viene detto allelia multipla o allelomorfismo multiplo. Ritornando ai gruppi sanguigni e ai tre geni alleli che abbiamo indicato con:  IA   , IB , i . Gli alleli IA    e  IB sono dominanti su  i  , ma si manifestano entrambi quando sono presenti, cioè vi è codominanza. Ai quattro gruppi sanguigni corrispondono quindi  i seguenti genotipi:  gruppo A:  IA IA  oppure  IA i ;  gruppo B: IB IB oppure IB i;   gruppo AB: IA   IB ;  gruppo 0: ii .  Il gruppo sanguigno di un individuo risulta dalla combinazione degli alleli dei genotipi dei genitori, per esempio da genitori entrambi del gruppo A possono nascere figli di gruppo A o di gruppo 0, ma non di gruppo B o AB. Ugualmente, da genitori entrambi di gruppo B possono nascere solo figli di gruppo B o di gruppo 0; da genitori AB nascono figli A, B, oppure AB, ma non di gruppo 0. Da genitori di gruppo 0 possono nascere solo figli col gruppo 0.
               Nel 1940 si riuscì a provare che il siero del sangue di coniglio contiene un anticorpo naturale che agisce come una agglutinina capace di provocare agglutinazione degli eritrociti del sangue di una scimmia, il Macaco o Reso (Macaco mulatta o Rhesus mulattus). Perciò iniettando nel coniglio piccole quantità di sangue di questa scimmia, si ottiene produzione nel siero di una tale agglutinina. Se si saggia sangue umano con siero di coniglio ricco di tale agglutinina anti-Rh (cioè agglutinina che provoca agglutinazione degli eritrociti della scimmia Rhesus), si constata che nella razza umana si ha agglutinazione degli eritrociti per l'85%, ciò significa che nell'85% degli individui gli eritrociti contengono un antigene o agglutinogeno Rh identico o simili a quello della scimmia. Tali individui vengono detti Rh positivi, gli altri Rh negativi. Come per i gruppi sanguigni il fattore Rh è ereditario.