giovedì 4 giugno 2015

Perché le dita in acqua si raggrinziscono?


A tutti è capitato di uscire dall'acqua, magari dopo una bella nuotata o un bagno rilassante nella vasca, e ritrovarsi le dita ricoperte da piccole ma profonde rughe: quasi come se la pelle avesse iniziato ad assorbire come una spugna.La pelle si raggrinzisce quando facciamo il bagno perché si gonfia d’acqua. Lo strato corneo, la parte più superficiale della pelle, è costituito da cheratina, una proteina che per sua natura si lega all'acqua e alle sostanze grasse. Quando immergiamo le mani a lungo, la cheratina assorbe acqua e si gonfia, cosa che non accade invece negli strati sottostanti della pelle. Il risultato è che lo strato corneo diventa più ampio rispetto alla superficie sottostante, e di conseguenza forma delle pieghe. Il fenomeno è chiaramente visibile sulle mani e sui piedi perché in questi punti la cheratina è più abbondante che in altre parti del corpo. Anche i capelli e le unghie sono ricchi di cheratina, ma hanno una struttura differente. Tuttavia anche in queste parti del corpo l’acqua si lega alla proteina: le unghie diventano più morbide e i capelli più ricci. Alcuni ricercatori dell’università britannica di Newcastle si sono chiesti se tale fenomeno poteva avere una spiegazione scientifica o – meglio – evolutiva: hanno così condotto un esperimento, lo scorso anno, i cui risultati sono stati riportati dal giornale della Royal Society Biology Letters. In particolare hanno chiesto ad alcuni volontari di afferrare delle biglie immerse in una bacinella colma d’acqua, farle passare attraverso una stretta fessura e, infine, depositarle in un secondo contenitore. Niente di più facile per verificare la capacità di maneggiare piccoli oggetti. Grazie a questo semplice esercizio, infatti, è stato possibile osservare come i partecipanti con le dita precedentemente rese rugose dall'acqua portassero a termine il proprio compito molto più velocemente degli altri volontari con le mani asciutte e la pelle liscia. Ma, allo stesso modo, nessun vantaggio specifico è emerso per le dita increspate dall’umidità quando si trattava di muovere oggetti asciutti. Questo suggerisce che quelle pieghine che compaiono sulla pelle avrebbero una specifica funzione, ossia quella di migliorare la presa di materiale posto sott'acqua: quindi non sono semplicemente la conseguenza del rigonfiamento dovuto all'immersione prolungata nellacqua. L'ipotesi degli autori della ricerca è che i nostri antenati abbiano iniziato a sviluppare questa caratteristica laddove era necessaria per procurarsi risorse (in primo luogo alimentari) in ambienti umidi o proprio dall'acqua. Questo spiegherebbe anche l'evidenza di studi precedenti che avevano rilevato come le rughe sui polpastrelli fossero causate dalla costrizione dei vasi sanguigni che si attiva non appena la pelle entra in contatto con l'acqua. Tale meccanismo di risposta è governato dal sistema nervoso: questo ha portato i ricercatori a supporre che quelle grinze avessero una specifica funzione autonoma, dovuta all'evoluzione, e non fossero esclusivamente un effetto dell'acqua. Tali conclusioni sono state messe in discussione recentemente da un'altra ricerca, opera di un gruppo di scienziati tedeschi del Max Delbrück Center for Molecular Medicine e della Charité Universitätsmedizin di Berlino: uno studio accurato che tendeva a voler dimostrare che le dita raggrinzite, in realtà, non servissero a nulla.