domenica 5 luglio 2015

CATASTROFE ASTEROIDI, PERICOLO PER LA TERRA - COME POSSIAMO DIFENDERCI


Il giorno in cui gli astronomi scopriranno un asteroide diretto verso di noi, il mondo dovrà agire molto rapidamente e sapere cosa fare. Una delle idee più gettonate è quella dello spingerlo via. Ma anche se sembra molto facile, questa soluzione nasconde una moltitudine di sfide non indifferenti. La più ovvia di queste è riuscire a determinare esattamente quando grande dev'essere un impatto per poter spostare la traiettoria. Nel 2002, l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha dato via ad un programma chiamato Don Quijote, che aveva come obbiettivo quello di scoprire il modo migliore in cui effettuare questo cambio d'orbita ad un asteroide. Don Quijote prevede l'uso di due navicelle che partano per un asteroide vicino alla Terra; la prima entrerà in collisione con l'asteroide mentre la seconda osserverà l'impatto. L'obbiettivo è quello di cambiare l'asse semi-maggiore dell'asteroide di più di 100 metri per poi misurare il cambiamento con una precisione più grande dell'1%. Ma la domanda è: come facciamo a monitorizzare quello che succede, in maniera tale da recuperare informazioni che siano rilevanti per deviare altri asteroidi? Dopo tutto, il piano finale è quello di usare le informazioni raccolte dalla missione per spostare un asteroide che ha la Terra come destinazione per le sue vacanze.
Adesso, Stephen Wolters della Open University in Gran Bretagna, insieme ad alcuni colleghi, ha pubblicato una nuova analisi della missione, in cui spiega che misurare il cambiamento dell'orbita non basta. Invece, la navicella che osserverà l'impatto deve poi caratterizzarlo in dettaglio, detterminare la densità del materiale vicino alla superficie dell'asteroide, la dimensione dei granelli della superficie, come anche la massa e la distribuzione della velocità del materiale eiettato. Soltanto con queste informazioni sarà possibile capire esattamente come il momento del razzo che spediamo viene trasferito all'asteroide. Questi cambi significativi alla missione comporteranno un aumento nel numero di strumenti scientifici, oltre al radio trasmettitore già previsto. Servirà un sofisticato sistema di fotografia per ottenere immagini dei danni creati e uno spettrometro a infrarossi per determinare il contenuto minerale dell'asteroide. Inoltre serviranno delle camere termiche per rilevare cambiamenti nella temperatura. Questo è importante per via della piccola, ma potenzialmente significativa, forza con cui l'asteroide emette il calore accumulato.
Se l'asteroide emette fotoni ugualmente in tutte le direzioni, le loro forze si annullano a vicenda. Ma se emette più fotoni in una direzione, allora questa forza spingerà lentamente l'asteroide, facendogli cambiare orbita. Questo può succedere se l'asteroide tende a raffreddarsi ad una velocità che è in sincronia con la velocità di rotazione, così che i fotoni termici emessi dopo che la superficie è stata riscaldata dal Sole, viaggiano sempre nella stessa direzione. http://www.wikiwand.com/en/Asteroid_impact_avoidance http://arxiv.org/ftp/arxiv/papers/1107/1107.4229.pdf http://www.focus.it/scienza/spazio/Don_Chisciotte_alle_guerre_stellari_C12.aspx http://newton.dm.unipi.it/neodys/ http://ansa.it/scienza/notizie/rubriche/spazioastro/2013/02/16/Perche-necessario-sistema-sorveglianza-asteroidi_8257932.html http://ansa.it/scienza/notizie/approfondimenti/spazioastro/2013/02/11/Asteroidi-comete-vicini-Terra_8224863.html