giovedì 23 luglio 2015

LA DARPA VUOLE TERRAFORMARE MARTE CON MICRORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI - TERRAFORMING MARS -


La (DARPA), agenzia pubblica statunitense impegnata nella ricerca tecnologica, sta iniziando a progettare un processo di terraformazione di Marte e questo dovrebbe avvenire tramite l’invio sul pianeta di microorganismi geneticamente modificati, forme di vita microscopiche che sarebbero capaci di ricreare sull’inospitale ambiente marziano un posto che abbia le caratteristiche giuste per ospitare forme di vita, e quindi adatto anche agli esseri umani. E’ evidente da sempre la somiglianza tra Marte e la Terra, e quindi il pianeta rosso sembra il candidato ideale per un primo passo di colonizzazione del sistema solare. Però Marte, così com’è, non è adatto a ospitare la vita e quindi andrebbe prima modificato per permettere a colonie umane di vivere sulla sua superficie. Questo processo fantascientifico è chiamato appunto terraformazione. La terraformazione di Marte dovrebbe, in primis, prevedere un riscaldamento dei poli. Per arrivare quindi ad un riscaldamento di tutto il pianeta, quindi si dovrebbe far sì che nell’atmosfera ci sia la giusta quantità di ossigeno e che possa trattenere il calore similmente a quello che succede sulla Terra. Il progetto della DARPA prevede un software che sarebbe in grado di mappare genomi dei microrgansimi, gli scienziati potrebbero selezionare e scegliere geni per poi combinarli a creare una nuova forma di vita microbica. Questi microrganismi potranno essere utilizzati in vari ambienti inospitali, moltiplicandosi rapidamente e in maniera esponenziale, in modo che possano modificare la natura di Marte . Su lungi periodi, potrebbero così prosperare su Marte ambienti vegetali e quindi di foreste le quali farebbero aumentare il processo di creazione di ossigeno e di un’atmosfera simile a quella terrestre. Non tutti gli scienziati però concordano che far rinascere la vita marziana sia una ragione sufficiente per intraprendere un progetto così costoso e a lunghissimo termine. Ci vorrebbero 40.000 anni per produrre l’ossigeno. E’ un’impresa che si fa fatica a pensare realizzabile. Pertanto non ci rimarrebbe che terraformare il pianeta per le piante, e dobbiamo chiederci se ne valga davvero la pena”. Inoltre un tale progetto potrebbe mettere in crisi la ricerca che stiamo effettuando per trovare vita autoctona su Marte, mandando dei microrganismi geneticamente modificati, comunque di origine terrestre, potremmo creare una grande confusione e non riuscire più a capire se su Marte ci sia stata o meno la vita. Per non parlare, inoltre, del fatto che i microrganismi terrestri potrebbero incrociarsi con i presunti microbi marziani e dare origine a nuovi microbi che non saremmo in grado di controllare o di prevederne i comportamenti. Il dibattito è aperto e se ne discute molto, voi cosa ne pensate?